Musica e territorio all’unisono

18 luglio 2011 | Commenta Scelti per voi

Armonie della Sera è il Festival di musica da camera più importante delle Marche, conosciuto ed apprezzato ancora di più fuori dai confini regionali e capace di attirare attenzioni internazionali. Un successo nato dalla passione del pianista Marco Sollini, che ce ne racconta con orgogliosa soddisfazione la nascita e l’affermazione. Ma, non è tutt’oro quel che luccica…
E’ un caldissimo pomeriggio di Giugno quello in cui incontro Marco, seduti a uno dei caffè più rinomati di Porto San Giorgio. La curiosità, ammetto, è tanta: la figura del pianista evoca suggestioni del tutto particolari, ti fa immaginare un uomo quasi perso tra le nuvole, perso tra i tasti neri e quelli bianchi del suo pianoforte anche quando non lo sta suonando.
Fin dalle prime parole invece si capisce come Marco sia un grande artista, ma con i piedi ben piantati per terra. Uno che ha studiato tanto e che per diventare un pianista riconosciuto a livello internazionale ha fatto tanta strada, in tutti i sensi! Uno che è innamorato della sua regione e che le ha voluto regalare una manifestazione meravigliosa e sfavillante come “Armonie della Sera” ma che ha anche sperimentato tutte le problematiche legate a quel provincialismo che è un difetto marchigiano a tutto tondo e che più di una volta ha smosso la ferma ancora della sua pazienza.

Prima di parlare di Armonie della Sera, parliamo un po’ di lei! Chi è Marco Sollini?
“Per prima cosa direi che sono un pianista, innamorato della musica, ed in modo particolare della Grande Musica, di cui quella da camera è una delle espressioni più sublimi secondo me. Ho studiato per un paio d’anni al Conservatorio di Fermo e poi a Pesaro dove mi sono diplomato. Fin dai primi passi della mia attività concertistica ho avuto la fortuna di poter fare tante esperienze all’estero: Svizzera, Sud America, Germania furono le prime tappe fuori dall’Italia. E posso dire che le soddisfazioni maggiori le ho avute proprio fuori dai confini nazionali: sembra che solo se si riesce ad affermarsi fuori, si sia poi meritevoli di riconoscimenti nella propria terra! In pratica ho girato con la mia attività concertistica in tutta Europa, sia come solista che in formazioni cameristiche con grandi artisti. Alcune esperienze molto importanti le ho fatte anche in Nord America ed in Africa. Nonostante però questa empatia molto forte con l’estero, non ho mai rinunciato all’idea di creare qualcosa per le Marche ed i marchigiani. E “Armonie della Sera” è stata la risposta a questa mia volontà, anche se il tutto è nato un po’ per caso!”
Entriamo nel vivo allora: come nasce Armonie della Sera e quali principi ne sono ispiratori?
“Come dicevo, la voglia di organizzare una manifestazione importante per le Marche l’avevo da tempo. Nel 2000 ho acquistato una casa a Ponzano di Fermo, con una vista molto suggestiva. In modo particolare, dal piazzale dove posteggio la mia auto vi è una splendida vista panoramica sulla chiesa di S. Marco: un vero gioiello romanico. E così mi è venuta l’idea: perché non unire la magia della Grande Musica, con quella dell’arte, della cultura, dei paesaggi mozzafiato delle nostre Marche? Da qui è partita l’idea che poi ha portato alla creazione di “Armonie della Sera”, supportata dall’amministrazione comunale. Il principio portante è stata la volontà di non fermarsi a promuovere un festival semplicemente locale, ma creare una serie di eventi itineranti, tutti ispirati alla comunicazione appunto dell’armonia tra uomo, musica, natura ed arte. Le location che si scelgono devono quindi rispondere a questo requisito fondamentale: inquadrare ed incarnare la bellezza, intesa come acustica, storica, paesaggistica. La nostra è quindi una ricerca anno dopo anno di angoli straordinari delle nostre Marche, spaziando tra tutte le cinque province”.
Quindi la scelta della location non è casuale, anzi direi fondamentale!
“Non è semplicemente una scelta, è un processo di creazione. Mi spiego meglio. Niente deve essere preso di per sé. La musica deve essere quella giusta da accostare al paesaggio, così come l’artista deve essere quello giusto per quella particolare sede. Non ci scordiamo il cardine di tutta l’iniziativa: l’armonia! Ogni sede va studiata dal punto di vista del suono. Per esempio, quest’anno è stata inserita una serata alle Grotte di Frasassi, che hanno ovviamente un’acustica del tutto particolare. E non a caso è stato scelto di far eseguire in questa location un concerto con la glassharmonica in duo con la chitarra: la natura crea le condizioni che la musica prodotta dall’uomo sa poi sfruttare per creare una commistione assolutamente suggestiva ed irripetibile”.
E gli artisti invece?
“Sono tutti di grandissima levatura internazionale perché vogliamo di anno in anno regalare al pubblico un cartellone sempre più ricco. Volutamente, gran parte di loro sono italiani. Questo perché a mio parere c’è una diffusa mania esterofila: ciò che viene da “fuori” è comunque migliore di quello che abbiamo in casa; anche un artista italiano assume molta più importanza se si è fatto precedentemente e contemporaneamente apprezzare all’estero. Io non condivido questo modo di pensare e per questo voglio dare spazio anche agli artisti di casa nostra. Credo sia molto meglio fare attenzione al livello di qualità, che deve essere eccelso, piuttosto che al “da dove” provenga questo o quell’artista. Ogni anno cerco di inserire diversi marchigiani in cartellone; anche in questo caso, non semplicemente perché sono conterranei ma perché in grado di restituire una qualità assoluta. Per esempio quest’anno avremo Stefano Ricci, ottimo clarinettista fermano e Lorenzo Di Bella, pianista di Civitanova Marche di caratura internazionale. E’ un peccato che spesso sia più facile farsi apprezzare all’estero che non qui. La regola del “nemo propheta in patria” è spesso tristemente confermata”.
Ci dica qualcosa in più sul programma di Armonie della Sera
“In cartellone abbiamo 15 appuntamenti ufficiali più tre fuori programma. Come detto, il Festival è itinerante e copre tutte le Marche, in modo particolare le città che ci ospiteranno sono: Capodarco, Castel di Lama, Corridonia, Falconara Marittima, Genga, Gradara, Monte San Pietrangeli, Ponzano di Fermo, Porto San Giorgio, Recanati e Torre di Palme. Per quanto riguarda invece i tre appuntamenti ulteriori, uno è stato il consueto concerto di anteprima che ho condiviso “a 4 mani” con Salvatore Barbatano, un altro quello dedicato al compleanno di Leopardi che mi ha visto accanto a Paola Pitagora quale voce recitante ed infine il concerto come “Armonie della sera on the world”, fissato per ottobre nella Foresta Nera, in Germania, dopo il successo dell’anno scorso nella meravigliosa cornice dell’isola greca di Santorini. La gran parte delle serate è ad ingresso gratuito, solo tre sulle quindici saranno a pagamento. Molto importanti sono poi i ponti che “Armonie della Sera” è in grado di creare; ad esempio il concerto che terremo alla Foresta Nera, con un programma interamente dedicato ed ispirato a Rossini che proprio a Bad Wildbad trascorreva le sue vacanze termali. Inoltre, sarà realizzato anche un cortometraggio che prende spunto proprio dalle musiche del grande Gioacchino Rossini. Mi preme ricordare ancora una volta, l’attenzione che mettiamo alla qualità: la scelta delle location, la creazione di contatti con l’estero e le collaborazioni con altri festival italiani, la possibilità di avere musicisti di grandissimo calibro: basti pensare che ben quattro degli artisti che si esibiranno sono prime parti dell’Orchestra della Scala”.
Sfatiamo un tabù: la musica da camera è chiamata così perché è noiosa e fa addormentare?
“C’è proprio bisogno di sfatarlo questa tabù! E in realtà, basterebbe fare il passo di assistere ad un concerto per togliersi questa idea dalla testa!La musica da camera è tutt’altro che noiosa; in una parola è emozionante. La prima cosa da fare è spazzare via il pregiudizio insito nel costume culturale della nostra società, che si basa proprio sulla specifica “da camera”. Questa dicitura, ha le proprie origini nella storia, quando nei salotti più buoni dell’aristocrazia e della borghesia illuminata, si incontravano esponenti della vita economica, culturale e politica per assistere a concerti di musica classica. La musica da camera fa parte della Grande Musica ed ha come esecutori o un solista oppure piccoli gruppi strumentali. Partecipare ad una serata del nostro Festival, dato anche la possibilità di assistere gratuitamente al concerto, è il modo migliore per scostare i paraocchi che condizionano. “Armonie della Sera” è indirizzato a tutti: ad appassionati che vengono per il concerto e con l’occasione finiscono per conoscere il luogo che ospita la serata come a turisti che si spostano per visitare un determinato borgo e nel contempo si fermano per assistere alle performance degli artisti. Non nego la soddisfazione che ho non solo nel vedere l’ottima risposta da parte del pubblico a tutti gli appuntamenti, ma nel notare come sempre di più ci siano giovani e anche bambini. Quello che contraddistingue le serate di “Armonie della Sera”, lo ripeto ancora una volta, è proprio l’armonia: il clima festoso, la fusione tra il luogo e la musica”.
Tocchiamo un punto forse dolente: che ruolo giocano le varie amministrazioni nel progetto “Armonie della sera”?
“Un punto sicuramente delicato. Il nostro Festival ha la particolarità di coprire un territorio diffuso; è quindi ovvio che per noi è importante poter coinvolgere i vari Enti, dalla Regione, alle Province, ai Comuni. Se è vero che ogni anno riusciamo a tirare dentro altri soggetti e ad attirare l’attenzione di nuovi comuni, si verifica però allo stesso modo che alcuni, di anno in anno, decidano di non partecipare più. Il cambio dell’amministrazione molto spesso crea un rottura, perché quanto è stato fatto dal “potere” precedente deve necessariamente essere spazzato via; certo, è possibile anche il contrario, che con un cambio si aprano nuove prospettive di collaborazione. Al di la dei colori politici comunque, ciò che fa la differenza è la sensibilità dell’amministratore rispetto ad iniziative come questa che, non lo dimentichiamo, sono in grado di movimentare un gran numero di persone e di portare benefici a tutto l’indotto: è un’attrattiva culturale e allo stesso tempo turistica, è un importante carta in più da giocare nel nome del marketing territoriale integrato. Anche a scorrere i nostri partner mediatici, si dovrebbe comprendere la grande risonanza che il Festival ha: RAI RADIOTRE, Sky Classica, Radio Vaticana. Ad essere richiamati da “Armonie della Sera” non sono solo gli appassionati marchigiani, ma si sviluppa un vero e proprio turismo di nicchia attorno a questo nostro progetto. Nonostante ciò, non è affatto facile superare i vari filtri ed attirare l’attenzione e soprattutto la collaborazione delle Amministrazioni, sia a livello locale che centrale. Anzi, capita per assurdo di essere colpiti quando si incontrano sensibilità particolari. Un esempio ne è sicuramente l’amministrazione della Provincia di Fermo ad anche la Fondazione Carifermo che hanno immediatamente capito la ricaduta che un evento di questo tipo ha sul territorio”.
Un lavoro duro insomma…
“Per preparare il Festival, lavoriamo tutto l’anno. E molto del nostro tempo è assorbito proprio dalla ricerca di ottenere l’attenzione degli enti pubblici. Per chiudere alcuni contatti, dobbiamo aprirne 10 volte tanti. Poi capita come quest’anno che due comuni storicamente presenti al nostro Festival si ritirino adducendo motivazioni quanto meno “leggere”: Urbino ed Ascoli. Quando succedono dietrofront di questo tipo, viene quasi da chiedersi se ci meritiamo le bellezze che le Marche hanno; e se sia il caso di organizzare manifestazioni come queste qui, che non hanno a volte l’apprezzamento che meritano. La nostra è una regione molto difficile, appesantita da una mentalità talvolta provinciale. Non nego che a volte mi sia balenato in mente di portare “Armonie della sera” fuori dalle Marche; ma l’amore per questa terra e per le suggestioni uniche che sa creare mi ha sempre trattenuto! Certo, non è che altrove sia tutto facile, però nelle Marche il problema è molto significativo. Per fortuna devo dire che le soddisfazioni arrivano e tante. Anche da alcune realtà illuminate che dimostrano una grande sensibilità ed interesse, penso ad esempio al sindaco Agostini di Porto San Giorgio che da ben 3 anni ci chiede di poter ospitare l’evento di apertura. Quello che vorremo far capire è che se anche non c’è un ritorno economico immediato, il guadagno c’è, e tanto, da un punto di vista di immagine. Aumenta la percezione della qualità dei servizi e delle possibilità offerte ai turisti, si possono pensare a percorsi di turismo costruiti ad hoc come tra l’altro facciamo già con l’agenzia “Note in viaggio” di Roma e la “Lilian Travel” di Fermo. Purtroppo però alle tante parole, seguono spesso pochi fatti”.
Però ci credete in “Armonie della Sera” e volete farla crescere sempre di più.
“Su questo non ci sono assolutamente dubbi. “Armonie delle Sera” è un diamante, incastonato in un gioiello di oro puro come le Marche sono. Tutto sta a fare in modo che ci si accorga di questo e magari che anche nelle alte sfere della regione qualcuno si accorga di noi… la speranza è l’ultima a morire! E noi, anno dopo anno, creeremo sempre qualcosa di migliore per fare in modo che ciò accada!”


di Eleonora Baldi


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