Oreos Orea, il laboratorio dei sogni
A tu per tu con la stilista Luciana Emili
A pochissimi metri, dall’affascinante corso della città di San Benedetto del Tronto, si respira elegantemente un’atmosfera di raffinatezza e poesia: quella che avvolge magicamente “Oreos Orea Couture”. Situata nella zona commerciale più chic della città marchigiana, l’atelier Oreos Orea di Luciana Emili, crea per il suo pubblico abiti di alta moda e da cerimonia resi impareggiabili dall’utilizzo di tessuti e materiali pregiati e dal tocco artistico e raffinato della stilista Luciana Emili.
Nel suo laboratorio di S. Benedetto del Tronto l’abile stilista crea, traducendo i sogni e i desideri dei suoi clienti in sfavillanti capolavori, tali da rendere indimenticabile il momento in cui li si indossa.
Oltre ad essere un’eccellente artigiana del vestito, Luciana Emili può essere considerata una grande innovatrice, importando nel mondo della moda un curioso utilizzo di materiali: si tratta di sete ricercatissime, metalli, cristalli, broccati e altro ancora.
Luciana nasce negli anni ’60, e già dagli inizi è animata da una forte curiosità e da un incontrastabile senso di ricerca, una ricerca del dettaglio, di quel “je ne sais quoi’’ che rende le persone differenti le une dalle altre.
Fu proprio questa sua forte ambizione, a spingerla nel mondo della moda: i suoi primi passi si orientano verso il teatro, diventare costumista diventa un sogno, che ben presto si eclissa ma non definitivamente.
Infatti nel gennaio del 1992, corona il sogno di aprire un atelier tutto suo, dando il via ad una carriera carica di soddisfazioni ed emozioni, realizzando i sogni di tante donne e divenendo una vera “psicologa del vestito”.
Luciana Emili ci confessa, che sin da giovanissima, rimane ammaliata dagli abiti da sposa, e dall’armonia e dall’unicità che ogni abito ricreava sulle donne, cominciando a studiare le personalità delle persone per poi ricrearne da queste, l’abito più adatto.
Nonostante, la sua bravura e il suo impegno siano stati ricompensati, la stilista non finisce mai di spingersi oltre, di raggiungere traguardi sempre più lontani, dai quali emerge un sensibilissimo studio del dettaglio e una profonda ricerca.
Da qui, si può notare come l’eclettica artista si mette in gioco per la creazione di ogni sorta di abito: oltre a realizzare abiti da sposa e da cerimonia, progetta e rende realtà costumi necessari nelle rievocazioni storiche, e addirittura anche costumi teatrali e allestimenti scenografici, coronando in piccola parte il suo desiderio di divenire una costumista teatrale.
Come ogni sartoria di haute couture che si rispetti, non mancano certamente tessuti pregiati come Valentino Atelier e Ungaro Atelier, e pizzi estremamente esclusivi!
Costante e tenace è l’impegno che si cela dietro ogni creazione, ma bisogna anche dare un merito agli stupefacenti macchinari utilizzati, che conferiscono loro quel valore aggiuntivo di qualità confermato già precedentemente dai tessuti.
“L’abito accarezza il tuo corpo e ne racconta l’anima – ci rivela – rendilo indimenticabile”
Come mai la scelta di dare al suo atelier il nome di Oreos Orea?
“Vivendo nel mondo della moda, sono affascinata dal vocabolo bellezza e tutto ciò che ad essa è relativo: proprio per questo motivo ho deciso di utilizzare l’aggettivo ‘’bello’’ in greco moderno, infatti “oreos” indica bello, e “orea” bella, proprio per segnalare la creazione di abiti sia maschili che femminili.
Inoltre è studiata anche la simbologia, dal momento che le due O iniziali, richiamano a due fedi nuziali, proprie del giorno del matrimonio”.
Lei si occupa principalmente di abiti da cerimonia e di alta moda, come mai questa scelta?
“Essendo sempre stata attratta dallo studio del dettaglio, e dall’innato desiderio di ricreare l’unicità e la particolarità, mi sarebbe stato impossibile realizzare capi indossabili quotidianamente, dal momento che, i miei, sono capi che rendono il momento in cui li si indossa, poesia”.
Cosa rende i suoi abiti diversi da quelli di altri atelier, e da cosa prende ispirazione per la loro creazione?
“I miei abiti, sono me. In ogni abito lascio un’impercettibile parte della mia essenza, della mia poliedricità, in ogni abito c’è uno studio che compio sul cliente, andando ad inquadrare la personalità e trasponendola nel tessuto. Si tratta di un lavoro psicologico, nel quale bisogna capire chi è il mio cliente e quali sono i suoi desideri, per poi andare a ricamare a colpi di ago e filo, un lavoro in cui non bisogna assolutamente mancare di professionalità, e quindi consigliare onestamente il cliente per aiutarlo a compiere scelte idonee. Prendo ispirazione dal cliente, dalla sua bellezza, dall’armonia del suo corpo, dalla sua anima e dal suo voler essere un qualcosa di speciale in un momento speciale, per andare a riproporre una magia nella quale si specchiano unicità ed armonia”.
Quali responsabilità derivano dal ricoprire una posizione simile?
“Effettivamente, questa è una passione che si appropria di una grande quantità di tempo, specialmente se si è capi di se stessi, dal momento che si va oltre le canoniche 8 ore lavorative, appunto per perfezionare dettagliatamente ogni creazione, ma bisogna considerare che proprio perché non bisogna rispondere a dei superiori, si può essere schiavi delle proprie fantasie senza subire imposizioni altrui; ciò si traduce in una illimitata artisticità priva di bavagli.
Per quanto riguarda la crisi mondiale che ha considerevolmente invaso i mercati mondiali, il suo atelier come ha reagito?
“Male! Come d’altronde è capitato a tutte le altre aziende, i danni sono stati ingenti e in un periodo dove la preoccupazione principale è trovare ciò di cui sfamarsi, non c’è più posto per il dettaglio, per il surplus, e per il lusso. Nei matrimoni si cerca di ridurre quantitativamente le spese al minimo, e questo ostacola l’espressione individuale, la realizzazione completa dei propri desideri, bisogna insomma attenersi a budget sicuramente molto più limitati degli anni precedenti. Io in quanto stilista, ma soprattutto in quanto donna, cerco di trovare una via di mezzo, per permettere a sempre più persone di poter accedere alla ‘’Poesia’’, andando incontro alle esigenze del cliente mantenendo sempre un prezzo adeguato ai tempi attuali”.
Lei realizza specialmente abiti da sposa, come si sente nel rendere realtà l’abito perfetto delle sue clienti?
“Speciale, io mi sento unica. Ho la sensazione di trovarmi in un film, nel percepire la riconoscenza e la gioia di colei che vivrà uno dei giorni più belli della sua vita. E’ senza dubbio indescrivibile l’essere partecipi di un sogno, avendo creato l’Abito per eccellenza: quando dalla porta del mio negozio esce una mia creatura, vedo andare via una parte di me; si può parlare anche di un forte sentimento nostalgico che molto umoristicamente mi ha spinto a ricomprarmi talvolta le mie stesse creazioni”.
di Roberto Ricci



























