“Ricordar” e “Protestar cantando”: quando la musica racconta la storia, le canzoni fanno sold out.

14 marzo 2011 | Commenta Scelti per voi

Piero Cesanelli, direttore artistico di Musicultura, parla dei suoi nuovi successi.
Note, parole, video, immagini. Detto altrimenti: canzoni e storia. E un bel viaggio nel tempo. Il tutto per due spettacoli ideati dal direttore artistico di Musicultura, Piero Cesanelli, che ha scelto di ripercorrere in musica, e con testi scritti in collaborazione con Carlo Latini, fatti e stravolgimenti sociali avvenuti tra il 1951 e il 1971.

Il ventennio in questione è presentato in due parti: quella proposta in “Ricordar cantando canzoni e canzonette”, dedicata al periodo compreso tra primo dopoguerra e inizio degli anni ’70, e quella riservata al ‘68, “Protestar cantando canzoni e canzonette”. Due produzioni, un’indiscussa protagonista, la canzone, e un’unica forma-spettacolo affidata alla multimedialità: una linea narrativa movimentata da situazioni musicali live e da varie clip, sia video che fotografiche, realizzate da Andrea Pompei. Sul palco, insieme a Cesanelli, “La compagnia”, ensemble tutto marchigiano di 14 artisti, tra musicisti e narratori. E il “made in Marche” funziona: in due anni, gli spettacoli hanno toccato gran parte dei teatri e molte delle piazze della regione. Sold out ad ogni occasione. Platee entusiaste. Richieste di repliche. Insomma, un gran bel successo per il patron di Musicultura, che ci racconta i due progetti rispondendo a qualche domanda.

Cosa ti ha spinto a realizzare una forma-spettacolo tanto innovativa?
“Leggendo il libro “Il Sessantotto” di Carlo Latini e Vincenzo Vita, e avendo vissuto intensamente quel periodo, ho avuto l’idea di ripercorrerlo con la materia a me più congeniale: la canzone. Per evitare il pericolo di uno spettacolo militante, però, ho provato a rimescolare le carte, facendo ricorso anche a canzoni che sono entrate nelle case di gente non coinvolta in quel movimento di protesta. È per questo che accanto a brani come Contessa, di Pietrangeli, ho inserito hit dell’epoca; ed è così che è nato “Protestar cantando”. Alla prima presentazione dello spettacolo, l’interesse del pubblico è stato enorme e ad esso ha fatto seguito la richiesta immediata di due repliche, cui si sono aggiunte, poi, le “incursioni” nei teatri storici della regione. Di qui l’idea di portare in scena la storia italiana dal ‘900 al 2000. Andando a ritroso, con “Ricordar cantando” mi sono occupato del periodo compreso tra primo dopoguerra e fine anni ’60. E adesso, in cantiere, con la collaborazione di Carlo Latini nella redazione dei testi, “Ragionar cantando”, che muove i suoi passi dagli anni ’70 fini ad arrivare ai giorni nostri.”
Nel pubblico, ad ogni occasione, numerosi ragazzi. Hai mai pensato agli spettacoli come ad uno strumento didattico?

“Non solo ci ho pensato. L’idea si è anche concretizzata: “Protestar cantando” è stato rappresentato di fronte a delle scolaresche. I giovani sono incuriositi e sempre molto coinvolti dalle canzoni, anche grazie alla presenza di due generi come il blues ed il rock che tutt’oggi influenzano, e molto, le produzioni musicali.”
Perché la scelta di una compagnia interamente composta da marchigiani?

“Per la volontà di oppormi al luogo comune imperante della provincia: ritenere di grande valore solo quello che viene da altre città. Era fondamentale, per me, dimostrare l’esistenza di vere perle sul nostro territorio. E far capire che con quelle si poteva portare avanti uno spettacolo. I risultati parlano chiaro: ci sono singolarità eccellenti. Bisogna solo conoscere il proprio territorio per scovarle.”
Restiamo sul territorio. I tuoi spettacoli sono stati rappresentati in numerose piazze e in molti teatri della regione. Sempre tutto esaurito. Cosa si prova?

“La soddisfazione è grande, soprattutto quando, ad esempio, sono richieste ben 4 repliche nell’ambito di una manifestazione importante come Tuttoingioco. In quella sola occasione, circa 7000 persone hanno assistito al nostro lavoro. L’entusiasmo, poi, cresce ancor più quando gli spettacoli compaiono nel cartellone di un teatro e nonostante l’evento sia a pagamento il pubblico interviene numeroso. Significa che le voci sono circolate, che la gente ha apprezzato. E di fronte a ciò il costo del biglietto non funziona da deterrente.”
In virtù di questo successo, progetti di “esportazione” dei due lavori?

“Numerose richieste in tal senso sono arrivate in occasione della nostra partecipazione al “Festival internazionale dei Borghi più belli d’Italia” tenutosi l’anno scorso a San Ginesio. A queste si aggiungono proposte precedenti, come ad esempio quella dell’Auditorium di Roma. È difficile, però, mettere insieme 20 persone rispettando gli impegni di ognuna. Le difficoltà, quindi, sono essenzialmente logistiche. Però pensiamo di farcela per la prossima estate.”
Altri progetti?

“Ti ho già anticipato di “Ragionar cantando”. Ora sto scrivendo una serie di spettacoli, “I ritratti di Piero”. Stessa idea di base: raccontare attraverso le canzoni quattro importanti figure della musica di qualità. Il primo ritratto, dedicato a Bruno Lauzi, è già stato presentato al pubblico recanatese, che ci ha premiati intervenendo numeroso al punto da consentirci di replicarlo 4 volte in tre giorni. Gli altri? Su quelli mantengo il riserbo.”

Ricordano e protestano:

Piero Cesanelli – voce, chitarra, arrangiamenti

Adriano Taborro – chitarre, violino, mandolino

Paolo Galassi – basso, chitarre, mandolino, slide guitar

Marumba – key bord, tastiere

Riccardo Andrenacci – batteria, percussioni

Kasta – voce, chitarra, armonica

Alessandra Rogante – voce e chitarra

Ezio Nannipieri – voce e chitarra

El Chopas – voce e chitarra

Valentina Guardabassi – voce

Giulia Mattutini – voce

Francesco Caprari – voce

Elisa Ridolfi – voce

Maurizio Marchegiani – voce narrante

Giulia Poeta – voce narrante

di Sara Schiarizza

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