“Sono nato e cresciuto in Brasile, ma mi sento marchigiano!”

17 dicembre 2010 | Commenta Scelti per voi

Questo è quello che ci dice Alessandro Maria Pagano, dentista a San Paolo del Brasile ma orgoglioso delle sue origini marchigiane
Marchigiani si rimane, anche se ci si sposta per lavoro in un altro Paese, se la propria vita si trasferisce in una nazione lontanta…quasi all’altro capo del mondo.
Why Marche vuole essere testimone delle storie di queste persone, indagare il loro legame con la regione natale e capire come si impara a vivere in un altro Stato, come cambiano le abitudini, i modi di pensare, i modi di organizzare il proprio lavoro tenendo però sempre viva la fiammella della marchigianità.

Ecco la storia di Alessandro Maria Pagano, di origini ascolane ed ora residente a San Paolo del Brasile.

 

“Mi chiamo Alessandro Maria Pagano ed ho 46 anni. Sono nato a San Paolo ed i miei genitori sono Giuseppe Giovanni Pagano e Caterina Cappelli Pagano, figlia di Leo Cappelli e Piera Passamonti Cappelli, emigrati nei primi anni ‘50 a San Paolo del Brasile.

Son venuti da Ascoli Piceno assieme ai tre figli Caterina, Maria Cristina e Nazzareno, nel dopo guerra a causa delle precarie condizioni che esistevano in Italia in quei tempi. Mio Zio Nazzareno, è rientrato poco tempo dopo in Italia: è stato messo sulla nave da solo ad appena sei anni e oggi vive ad Ascoli Piceno dove è notaio.

Stando ai racconti dei miei nonni e di mia mamma, so che non è stato facile staccarsi dalla Regione, ma l’ accoglienza del popolo Brasiliano è stata importante in quel momento, e il modo di vivere brasiliano è diventato a poco a poco il loro, anche grazie al fatto che già c’erano parecchi italiani a San Paolo.

La marchigianità è qualcosa che rimane dentro, che si vive: io stesso mi sento più marchigiano che brasiliano. Dico a tanta gente che abbiamo 50% di marchigianità e 50% di brasilianitá dentro di noi, e con l´appoggio della Regione Marche conserviamo i valori , la cultura e l´identità marchigiana.

 

La comunità dei marchigiani qui a San Paolo comprende più o meno cento famiglie, ma a dispetto del numero esiguo siamo molto forti e rispettati dalle altre collettività regionali, che sono in maggior numero.

Io sono chirurgo-dentista e svolgo la mia attività a San Paolo nel mio studio, dove attendo anche molti connazionali che vengono in Brasile per vacanze e visitare parenti.

Il modo del lavoro marchigiano é un modello esemplare e completamente differente dal nostro, anche perchè purtroppo anche se siamo un Paese in via di sviluppo, ancora la povertà e le differenze sociali sono numerose. La mia famiglia vive bene, ma ci sono moltissimi connazionali che non hanno avuto la fortuna e le opportunità di tanti altri e vivono in condizioni molto semplici.

Oltre all’Associazione di cui faccio parte io, qui a San Paolo ce n’è anche un’altra marchigiana e riusciamo a convivere bene e a rapportarci anche con altre Associazioni del Sud America, come i Marchigiani in Argentina,Uruguay e Venezuela; il rapporto è di amicizia e scambi di carattere culturale e sociale.

Organizziamo alcuni eventi enogastronomici e culturali. Per i giovani, intercambi come l´Educational Tour, un programma turistico culturale per giovani Marchigiani all’ estero che dia loro la possibilità di visitare le bellezze della regione dei loro antenati.

Nella prima settimana di Dicembre ci riuniamo sempre per un cenone o pranzo conviviale in omaggio alla Giornata delle Marche; e questo fa ancora più effetto se pensate che San Paolo é una città di circa 20.000.000 di abitanti e i connazionali marchigiani per andare da un Bairro(quartiere) all’ altro camminano per circa 40 Km e secondo il traffico a San Paolo si spende almeno un´ora in macchina.

L´appoggio della Regione Marche tramite il suo presidente Gian Maria Spacca e del consiglio dei Marchigiani al Estero nella persona del presidente Berrioni é di notevole importanza per tutelare la marchigianità all’ estero.”


di Eleonora Baldi

Tags: , , ,