Asur Macerata: quando la sanità è certificata il “rischio clinico” diminuisce

17 dicembre 2010 | Commenta Scelti per voi

Centralità del paziente e sua soddisfazione: questi gli obiettivi fondamentali di un’azienda sanitaria
Il paziente è al centro degli obiettivi che l’ospedale di Macerata, Asur Zona Territoriale 9, si propone di raggiungere. Con una peculiarità che lo rende “eccellenza”, insieme a poche altre strutture marchigiane, nel panorama delle realtà affini: la certificazione internazionale UNI EN ISO 9001/2008.

 

Quest’ultima permette ad un’azienda di raggiungere, e dimostrare, un buon livello organizzativo attraverso un sistema di gestione della qualità che consente di ottenere i migliori risultati possibili e di tenere sotto controllo le proprie prestazioni in ogni settore, mirando a soddisfare costantemente le aspettative dei clienti, in questo caso, dei pazienti. Così è anche per l’azienda sanitaria maceratese, che si è proposta di diffondere una metodologia di lavoro idonea alla costituzione e alla gestione di un sistema qualità equilibrato e stabile, adeguato alla particolare realtà organizzativa in cui è applicato, al fine di garantire l’appropriatezza e la sicurezza delle prestazioni erogate e l’ottimizzazione delle azioni e delle risorse per una maggiore efficienza dei servizi offerti. Il tutto grazie, in primo luogo, ad un idoneo impianto documentale, appositamente redatto, che ha lo scopo di definire ciò che deve essere fatto per il raggiungimento degli obiettivi di qualità stabiliti dall’azienda stessa e di uniformare il comportamento degli operatori, in maniera tale da standardizzare le caratteristiche di prestazioni e servizi mantenendoli costanti nel tempo. Di primaria importanza il ruolo svolto a riguardo da manuale e piano della qualità, che hanno la finalità di descrivere organizzazione, strategie e obiettivi aziendali; alle procedure e alle istruzioni operative, invece, è assegnato il compito di specificare le modalità di svolgimento di attività e processi e di garantire la standardizzazione di comportamenti riconosciuti come corretti e sicuri per l’offerta di adeguate prestazioni.
“Grazie al Sistema Qualità – spiega la Dott.ssa Medici responsabile dell’Area Certificazione Qualità della struttura – siamo in grado di tenere sotto controllo ogni singolo passaggio dei processi che portano all’erogazione di un servizio medico o sanitario. Ciò consente, in caso di avvenimenti o situazioni che danneggiano o potrebbero danneggiare il paziente, di stabilire immediatamente, e con certezza, le responsabilità e prendere provvedimenti a riguardo”. Del resto, al “Rischio clinico” l’Asur di Macerata ha dedicato uno specifico progetto, necessaria integrazione del sistema qualità, grazie al quale quelli che in gergo sono definiti “eventi avversi” vengono costantemente monitorati: per ogni singola non conformità, per ogni singolo accadimento che si discosti dalle modalità di svolgimento standardizzate, e a seguito di una tempestiva segnalazione, la segreteria del Co.Ge.Ri. – il Comitato Gestione Rischi – apre un’istruttoria che non serve solamente alla verifica dell’appropriatezza delle indicazioni dell’atto medico rispetto al caso in oggetto; porta, anche, ad una maggiore tutela dei pazienti grazie ad una raccolta di dati che, una volta confluiti in un report annuale, permetteranno la redazione di una “Mappa del rischio clinico” in grado di fornire elementi di valutazione sufficienti ad intervenire adeguatamente sulle aree critiche e ad avviare un’accurata politica di prevenzione e di governo dei fattori di rischio. Politica di prevenzione che, all’interno di un sistema qualità così strutturato, si esplica, inevitabilmente, anche in un percorso di “formazione continua” del personale, leva strategica per favorire e sostenere i processi di innovazione e costante adeguamento ai mutamenti determinati dall’evoluzione della domanda sanitaria e delle conoscenze scientifiche e tecnologiche. Formazione continua, dunque. Ma, ancor più, miglioramento continuo: modalità operative di questo genere e la certificazione di qualità comportano infatti che, una volta raggiunto ogni singolo obiettivo che l’azienda si era posta, se ne fissi un altro, di volta in volta più ambizioso.
“C’è – sostiene il Dott. Centioni Direttore del Servizio Qualità Marketing e Formazione – una doppia centralità alla base di un’organizzazione siffatta: quella degli utenti, appunto, e quella inerente il coinvolgimento, e la motivazione, dei professionisti sanitari. Ed è evidente come la soddisfazione dei primi dipenda dal modo di lavorare dei secondi: lavorare meglio significa far star meglio i pazienti”. Significa, anche, esporli ad un rischio d’errore minore e metterli di fronte al rispetto puntuale dei protocolli assistenziali; significa, infine, renderli protagonisti attivi del sistema qualità offrendo loro la possibilità di esprimere, tramite appositi questionari, il loro grado di soddisfazione. E proprio questa possibilità, unitamente a quella data periodicamente alle diverse Unità Operative dell’ospedale, funge da prima importantissima verifica al sistema stesso.

“E’ evidente – spiega Maria Cristina Medici, responsabile dell’Area Certificazione Qualità della struttura – come la certezza delle modalità di svolgimento della prestazione, garantita grazie al continuo aggiornamento, si trasformi in immediato risvolto positivo anche per i pazienti, soprattutto perché consente di limitare le situazioni di rischio clinico”.

“Soprattutto nel settore pubblico – afferma il Dott. Giuliano Centioni, Direttore del Servizio Qualità Marketing e Formazione- , investire in concetti come qualità, sicurezza, formazione e immagine non è semplice. Noi ci abbiamo provato e proprio mettendo insieme queste cose siamo riusciti a predisporre un sistema che, pur col minor investimento economico possibile, consentisse di garantire la soddisfazione degli utenti”.

di Sara Schiarizza

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