Studiare all’estero: semplice opportunità o necessità?

7 novembre 2010 | Commenta Università

Decidere di compiere parte del proprio percorso di studi all’estero potrebbe rappresentare il modo grazie al quale orientare all’eccellenza la propria carriera?
Gli Atenei italiani hanno una storia ricca di successi, di giovani menti plasmate per essere ricordate per le loro scoperte, per le loro abilità, per le loro qualità.

Un passato ricco di fasti dunque che però è stato messo a dura crisi negli anni da una politica poco attenta a finanziare progetti di ricerca, a dare sbocco alle idee. Il sistema scolastico tutto ed universitario in particolare è stato oggetto di più di una revisione che però mai è stata in grado di creare un’importante inversione di tendenza.
La propensione a investire sulle giovani leve è sempre minore: non si da tempo di crescere, si preferisce un risultato sicuro seppure minore ora alla possibilità di qualcosa di importante domani.
Ecco allora che per chi sceglie di seguire un percorso universitario può diventare fondamentale iniziare ad avere un contatto con l’estero ancora prima della laurea per conoscere il mondo al di fuori dell’Italia, per padroneggiare perfettamente le lingue che sono il passaporto senza il quale nessun viaggio – che sia di piacere o professionale – è ormai possibile, per confrontare il mercato del lavoro extra italiano con quello locale. E poter poi avere la possibilità di scegliere, veramente!
Le università sono ovviamente attente a questo aspetto, perché tra le finalità educative che si pongono, c’è ovviamente quella di forgiare personalità e mente, di dare gli strumenti non solo culturali ma anche, se vogliamo caratteriali, per poter essere la classe dirigente del futuro.
Sensibili dunque alle criticità sopra esposte, da anni ormai si sono attivati programmi per facilitare lo scambio interculturale che rendano possibile compiere parte dei propri studi in atenei europei e non, aprendo le porte ad esperienze che comunque permetteranno di arricchire in modo significativo il bagaglio dello studente e della persona.
I principali progetti in questo senso sono l’Erasmus e il Leonardo. Andiamo a vederne le caratteristiche più da vicino.
Il Progetto Erasmus permette agli studenti che – previa richiesta per cui le tempistiche sono piuttosto lunghe così come le liste di iscrizione – ne fanno parte di frequentare per un determinato periodo accademico i corsi di Atenei situati in diversi Paesi della Comunità Europea, a seconda delle convenzioni attivate dall’Università di provenienza. Gli esami sostenuti in lingua durante tale finestra temporale saranno poi riconosciuti in Italia; il trasferimento di tali crediti può essere automatico, mediante l’applicazione dell’Ects – European Credit Transfer Scheme – oppure concordato prima della partenza con i singoli docenti.
Per poter compiere questa esperienza di studio all’estero, il programma dà diritto all’esonero dal pagamento delle tasse universitarie dell’ateneo ospite e ad un contributo per le spese supplementari.
Un po’ diverso invece il principio che attiva il Progetto Leonardo che l’Unione Europea ha attivato sul fronte della formazione professionale.
Il programma finanzia progetti specifici per obiettivo, contenuto, destinatari e durata del periodo di studio all’estero , oppure per una vera e propria esperienza di lavoro svolta in un’impresa o in un istituto di formazione. In questo modo viene data ai giovani la possibilità, attraverso l’erogazione di una borsa di mobilità individuale, di studiare all’estero e di compiere un’esperienza di formazione e lavoro in uno dei paesi membri dell’Unione Europea o nei Paesi dell’AELS-SEE : Islanda, Liechtenstein, Norvegia.
Altra alternativa interessante anche se meno conosciuta è il Programma Erasmus Mundus, progetto europeo atto a incentivare gli studenti ad intraprendere un periodo di studio all’estero finalizzato al miglioramento della qualità dell’istruzione superiore europea e allo sviluppo della comprensione interculturale. I corrispettivi italiani dell’istruzione superiore europea così come intesa dalla Comunità Europea sono i corsi di laurea magistrale e formazione post laurea. Questo particolare progetto si caratterizza per offrire un programma integrato di studi di alta qualità, con uno specifico “valore aggiunto europeo”, i corsi inseriti faranno accumulare allo studente da 60 a 120 crediti Ects e sono caratterizzati dalla piena integrazione del curriculum, dalla mobilità in almeno due Istituzioni del consorzio in due differenti Paesi Europei, dalla garanzia del rilascio di un titolo congiunto o doppio o multiplo e dal pieno riconoscimento nei Paesi interessati del titolo rilasciato.
Tutte opportunità molto importanti che aprirebbero scenari differenti ed altamente competitivi per i nostri futuri laureati.

In proposito, cosa possono dirci le Università marchigiane? Sono tutte possibilità attivi nei nostri Atenei? Come ci si accede? Quali alternative ci possono essere? E soprattutto, quanto conta poter vantare un’esperienza come questa nel momento di accedere del lavoro?

Università di Urbino

Il nostro Ateneo offre una vasta gamma di opportunità per gli studenti interessati a trascorrere periodi di studio o di tirocinio all’estero, attraverso le borse Erasmus, Erasmus placements, ISEP e accordi di cooperazione internazionale.
Il bando Erasmus viene pubblicato ogni anno a gennaio e scade il 15 marzo. E’ diviso in tre parti: norme generali di partecipazione, elenco delle borse disponibili – diviso per facoltà – informazioni utili sulle università straniere comprese nel bando.
Il bando Erasmus placements viene pubblicato di solito nel mese di ottobre, scade dopo 30 giorni e permette agli studenti del nostro Ateneo di trascorrere 3 mesi presso un’azienda dell’Unione europea scelta dallo studente, con l’aiuto dell’ufficio tirocini di facoltà.
Il bando ISEP permette ai nostri studenti di trascorrere un semestre presso un ateneo statunitense (la lista è disponibile nel sito: www.isep.org); la borsa comprende esenzione dal pagamento delle tasse, vitto e alloggio. Il bando viene di solito pubblicato a settembre e scade a novembre.
Attraverso gli accordi di cooperazione internazionale i nostri studenti hanno la possibilità di trascorrere periodi di studio presso Università australiane (University of the Sunshine coast e Macquarie University di Sidney) e statunitensi (State University of New York, college at New Paltz e Rutgers University). Sono in preparazione accordi con Università argentine e brasiliane.
Oggi un curriculum che non comprenda esperienze anche minime all’estero è inevitabilmente carente. Non soltanto per quanto riguarda la conoscenza delle lingue ma verrebbe da dire soprattutto per la dimostrazione in sé di apertura mentale, di disponibilità all’accrescimento dei propri confini mentali e culturali, e dunque conseguentemente per l’esperienza di vita oltreché di studio e per lo scambio dei punti di vista che tutto ciò porta con sé. Dunque un vantaggio anche di tipo formale oltre che sostanziale, che sempre di più potrà fare la differenza in un mondo che si sta votando a quegli aspetti positivi della competizione  che sono rivolti alla valorizzazione del merito e delle competenze.

Contributo del Rettore Stefano Pivato

La decisione di candidarmi a ricoprire il ruolo che fu di Carlo Bo in tempi di grande difficoltà per l’università italiana e ancor più per Urbino, non fu certo presa a cuor leggero. Ma la sfida aveva un fascino irresistibile proprio in quell’eredità e nell’ambizione di avere idee, passioni e professionalità per governare e rilanciare l’ateneo attraverso il coinvolgimento di tanti amici capaci e motivati che ci vivono e lavorano.
L’assunzione di responsabilità sociale dell’Università è fondamentale per rafforzare il rapporto con il personale e con gli studenti, migliora la fiducia e il mantenimento di buone relazioni, sviluppa il dialogo con le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione, instaurando in definitiva un rapporto di confronto, mutua collaborazione e arricchimento.
Dopo anni di autoreferenzialità che ha in buona parte nuociuto agli atenei, alla loro immagine e soprattutto ai loro bilanci c’era bisogno di una massiccia dose di immissione di partecipazione alle decisioni che contano.  E dopo un anno di rettorato posso dire che anche se ancora ce n’è di strada da fare, i risultati si vedono. In seguito a modifica statutaria, ora tre membri esterni di grande professionalità siedono nel Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo nominati su proposta di un Tavolo di Consultazione aperto a tutte le forze sociali che ha appena prodotto la Carta dei Servizi. Con essa la città si apre e declina organicamente, in un documento condiviso e diffuso congiuntamente, tutti i servizi e sconti riservati agli studenti in più di cento esercizi commerciali.
La pretesa che ho, ma mi vien da dire abbiamo, sarebbe quella di riprodurre come università lo spirito che fu di Federico da Montefeltro nel creare una piazza palazzo a tre pareti, votato umanisticamente all’apertura ai cittadini: oggi quella piazza è rappresentata dal coinvolgimento costante dei cittadini alle attività dell’ateneo grazie a una informazione diffusa e aperta sui media, sul web e sui social network. Nella speranza che l’Italia riparta investendo sul sapere.

Universtià degli Studi di Urbino
Rettore: prof. Stefano Pivato
www.uniurb.it
Via Aurelio Saffi, 2 – 61029 Urbino
tel. 0722/3051

L’Università degli Studi di Urbino nasce nel 1506 su decreto di Guidubaldo da Montefeltro, figlio del grande condottiero e mecenate Federico II. I cinquecento anni trascorsi uniscono idealmente le due figure-simbolo della città, dopo il mezzo secolo di rettorato di Carlo Bo a cui è intitolato l’Ateneo e agli architetti-urbanisti che hanno forgiato Urbino così com’è oggi: una città in forma di palazzo, un ateneo in forma di città. Questa rinascimentale “città campus”, nominata dall’UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità, accoglie attualmente circa 15.000 studenti i quali, oltre a giovarsi dell’accoglienza degli altrettanti cittadini, hanno a disposizione 1.590 alloggi nei collegi progettati e realizzati dall’architetto Giancarlo De Carlo e gestiti dall’ERSU delle Marche che ogni anno eroga circa 1.600 borse di studio.
I corsi sono distribuiti su 10 Facoltà: Economia, Farmacia, Giurisprudenza, Lettere e Filosofia, Lingue e letterature straniere, Scienze della Formazione, Scienze e tecnologie, Scienze Motorie, Scienze Politiche, Sociologia.

L’offerta formativa prevede 19 lauree triennali, 20 specialistiche, la laurea magistrale  di Giurisprudenza, 3 lauree quadriennali e quinquennali a ciclo unico, 20 master e 17 corsi di perfezionamento.

Universtità di Macerata

L’internazionalizzazione è una stella polare dell’Università di Macerata. Per quanto riguarda gli studenti, grazie al Centro Rapporti Internazionali, Unimc offre ampie e diversificate opportunità di studio e di stage all’estero, nonché percorsi formativi rispondenti alle esigenze di un mercato del lavoro competitivo e proiettato nel contesto transnazionale. L’Ateneo si rivolge non solo ai Paesi dell’Unione Europea, ma anche ai Paesi in via di sviluppo – quali l’Est-Europeo, il bacino del Mediterraneo (Tunisia, Palestina), l’Asia (Cina, India) – ed ai Paesi ad alto sviluppo scientifico e tecnologico (Usa e Canada).  Il Centro cura i programmi di mobilità, fornendo supporto nelle pratiche amministrative: l’Erasmus, per il quale quest’anno sono state bandite 533 borse per studiare in una delle 123 università europee partner, 24 le nazioni tra cui scegliere; l’Erasmus Placement, per il quale sono in palio 33 borse per stage in Europa; il programma Leonardo, che prevede 86 borse di mobilità per tirocini formativi all’estero. Unimc offre soggiorni di studio finanziati all’estero anche in Paesi extra-Ue grazie ad accordi bilaterali – Canada, Australia, Russia, per citarne alcuni – e ospita Summer School per studenti delle Università di Murdoch, Australia, e della prestigiosa Università di Princeton, Usa , oltre a una Summer e Winter school aperta a studenti di tutto il mondo. L’internazionalizzazione, infine, è uno dei principi della Scuola di Studi Superiori ‘Giacomo Leopardi’, che consente ai propri allievi di confrontarsi con i docenti stranieri e promuove soggiorni presso le migliori Università e Centri di ricerca internazionali. Per maggiori informazioni, rimando al sito www.cri.unimc.it.

Contributo del Rettore Luigi Lacchè

“Ho deciso, in un momento non certo facile per le Università italiane, di assumere la responsabilità di guidare l’Università di Macerata perché è la mia Università, il luogo nel quale mi sono formato e sono ritornato dopo un periodo di formazione e di insegnamento all’estero all’inizio della mia carriera. Unimc mi ha dato molto, mi ha offerto importanti occasioni di crescita intellettuale e professionale. Per questa ragione vorrei che molti altri giovani, oggi e in futuro, possano avere le stesse opportunità, in un clima sereno di studio, di vera prossimità alle attività di ricerca e di partecipazione ad una didattica moderna e stimolante. Credo che Macerata possa essere la scelta giusta per costruire il proprio futuro. L’Università di Macerata coltiva la sua antica e forte vocazione umanistica perché è convinta che i suoi saperi sono utili e fanno innovazione al pari delle tecnologie. Vorrei poter dare, attraverso la mia Università, un contributo allo sviluppo e all’innovazione della società che ci concorda”.

Università degli Studi di Macerata
Rettore: prof. Luigi Lacchè
www.unimc.it
Piaggia della Torre, 8 – 62100 Macerata
tel. 0733/2581

Anno di fondazione: 1.290
Iscritti: circa 13.000
Facoltà: 7
Economia
Beni culturali (sede distaccata di Fermo)
Giurisprudenza
Lettere e filosofia
Scienze della comunicazione
Scienze della formazione
Scienze politiche
Sedi distaccate: 4
Civitanova Marche: c.so di laurea in Mediazione linguistica
Fermo: Facoltà di Beni culturali
Jesi: corsi di laurea in Consulenza del lavoro e per l’impresa e Operatore giudiziario
Spinetoli: curriculum “Educatore sociale” (F. di Scienze della formazione) e corsi in video conferenza della Facoltà di Scienze politiche.

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